traduzioni, libri, parole
Dinaw Mengestu si è aggiudicato il Guardian First Book Award con il suo Children of the Revolution.
Tra i vincitori delle passate edizioni, Zadie Smith e Jonathan Safran Foer.
In Italia il libro uscirà prossimamente presso Piemme (forza Luisa!)
Secondo il ben noto principio per cui a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria...:
Telefono.
«Ciao, come stai? Tutto bene con il lavoro?»
«Bene, tutto a posto. E tu?» [sospetta, mooolto sospetta questa insolita telefonata "di controllo"]
«Ci sarebbe un problemino...» [appunto, e quando aleggiano i diminutivi, di solito sono grane stratosferiche]
«Sai, l'autore del libro che era in consegna per marzo, quello del Sonasegastan...»
«Sì?» ["era" in consegna?]
«Viene a Torino per la fiera.»
Ettepareva. Il resto è ovvio, non c'è neppure bisogno che continui. Anticipare lancio, anticipare uscita, anticipare consegna, celafaivero? dimmichecelafaitiprego.
Ma certo! Tanto le cinquecentopagine su cui sto lavorando adesso non sono mica urgenti, no? Quindi se sparisco per un po', niente di grave, finisco di dividere il mar rosso, moltiplico un tot di pani e pesci che non si sa mai chi arriva per cena, e faccio 'sta traduzioncina al volo, eh? Che ci vuole?
Così abbiamo rimesso tutto a posto e non rischiamo di turbare l'immutabile armonia dell'universo, uno a uno e palla al centro. And indeed there will be time...
P.S.: questa volta l'editor è bruna...
È una cosa che continuo a non capire. Ogni tanto mi capita di sbatterci il naso contro e continuo a non capirla. Perché gli editori, a stragrande maggioranza e nonostante qualche sparuta eccezione, sono fisiologicamente contrari alle traduzioni a quattro mani? Un motivo ci sarà, suppongo. Mi piacerebbe conoscerlo, ecco.
Capisco il timore di due “pezzi” di traduzione diverse per lessico e stile, cucite poi alla bell’e meglio prima della consegna, ma perché non fidarsi di traduttori che magari hanno già lavorato in coppia e con buoni risultati?
Per quanto mi riguarda, la traduzione a quattro mani e senz’altro più impegnativa in termini sia di tempo sia di vil pecunia (in parole povere: ci si mette più tempo e si divide a metà il compenso), ma la trovo estremamente remunerativa in termini di arricchimento professionale e personale, per tutta una serie di motivi: due occhi ci vedono meglio di uno; quello che a me sembra un periodo contorto all’altro risulta chiarissimo, e viceversa; una frase che mi è venuta male, perché mi ci sono annodata dopo averci ragionato troppo viene risistemata in un batter d’occhio dal collega che ci arriva a mente fresca, e viceversa; lui/lei rilegge il mio e io rileggo il suo: più difficile che qualche svarione sopravviva a questo doppio controllo; su tutti i problemi di interpretazione, resa, registro, ricerca, è inevitabile che quattro occhi, due cervelli, due istinti, due pance -- sì, si traduce anche di pancia -- e due esperienze di vita e di lavoro siano meglio di quanto può offrire una persona sola. E allora, visto che a poco più della solita tariffa si riceve un lavoro meglio rifinito, di fatto già sottoposto a una prima revisione (e vi assicuro che nessun revisore è mai più severo del collega con cui si traduce a quattro mani e che al libro ha dedicato almeno altrettanto tempo e impegno), perché gli editori vedono i lavori a quattro mani come il fumo negli occhi?
Tranne -- ovvio -- quando sono gli editori stessi a “spezzettare” senza misericordia un lavoro per ragioni di mole di lavoro e di tempi di uscita, incaricando poi un revisore di cucire i pezzi. Quando va bene, il revisore è uno dei traduttori che ci ha lavorato, e ci sono buone probabilità che riesca a dare una soddisfacente uniformità stilistica e lessicale al testo; a volte, purtroppo, e per le stesse ragioni di fretta che determinano lo spezzettamento, il revisore non ha mai visto prima quel libro e deve lavorare con i giorni contati, i traduttori non si conoscono neppure o non hanno mai lavorato insieme o non hanno la più pallida idea di cosa stiano facendo gli altri, con ovvi problemi di uniformità lessicale...
Da segnalare il recentissimo L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery, edizioni e/o*, in cui le due traduttrici -- Emanuelle Caillat e Cinzia Poli -- danno rispettivamente voce a due personaggi. Non ho ancora letto il libro, per adesso sul mio comodino nella pila dei “da leggere”, ma l’esperimento mi pare decisamente interessante.
* e/o dedica una piccola scheda anche ai traduttori: costa poco e fa bene!
Martedì 30 ottobre a Pisa, ore 10.00, presso l'Aula Magna della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (via Santa Maria 85) si svolgerà l'incontro con Marco Vicentini (casa editrice Meridiano Zero) e Anna Rusconi, traduttrice del libro di Christopher Brookmyre, La magica arte del furto.
PISA BOOK FESTIVAL
Sala Byron, sabato 27 ottobre, ore 11.00-13.00
"Le vie infinite della traduzione letteraria. Cosa sceglie per il lettore italiano l'editoria indipendente e perché"
Fabio Cremonesi (Gran Vía), Antonio Melis (Università di Siena)
Claudio Messina (Robin), Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera)
Claudia Tarolo (Marcos y Marcos)
Coordina: Ilide Carmignani
Quattro editori indipendenti e un traduttore ci spiegheranno le dinamiche che portano una casa editrice a pubblicare certi testi e altri no, ossia cos'è e come si sviluppa una linea editoriale.
Croce e delizia di editori, traduttori e lettori. A volte azzeccati, a volte francamente inspiegabili, a volte alla bieca ricerca di un facile effetto: scagli la prima pietra chi non si è mai trovato di fronte a un titolo che lascia perplessi.
Ne parla Marco D'Eramo sul Manifesto di ieri, 17 ottobre.
P.S. L'articolo resta online per una settimana: chi fosse interessato a leggere il testo completo dopo tale data faccia un fischio.
Piccola nota critica (che mi potevo anche risparmiare). Parlando di titoli di film, D'Eramo scrive: "Basta sfogliare alle lettere A e B il dizionario dei film Morandini per avere un'idea dell'involontaria comicità di queste alterazioni. Ecco di seguito un breve scampolo (di una lista infinita) di titoli alterati. Così All of me («Tutto di me») diventa Ho sposato un fantasma; [...] The Best Man («L'uomo migliore»)" .
Be', non proprio, basta dare un'occhiata alla trama di The Best Man per accorgersi che "In occasione del matrimonio di un loro compagno di college si riunisce un gruppo di amici. Harper Stewart, che sarà uno dei testimoni..." e guarda caso Best Man, oltre che L'uomo migliore (o magari "Il migliore", ma quello c'era già, era The Natural, con Robert Redford) vuol dire "Il testimone" (dello sposo).
Resa pubblica oggi la shortlist del Man Booker Prize 2007:
Mi sono appena regalata il nuovo Ragazzini 2008 su Cd-rom. "E chissenefrega!" diranno i miei piccoli lettori.
Liberissimi di pensarlo, ovviamente, però ho scoperto che finalmente non è più necessario tenere sempre il CD nel suo drive e consultare il dizionario solo e sempre da CD, spesso lento e - soprattutto sul portatile - rumoroso quanto il decollo di un aereo da turismo!
Magari lo faceva già in qualche versione precedente, magari no: io mi ero fermata alla versione 2003... ma adesso lo si può installare su disco fisso (install.exe) e a quel punto è sufficiente inserire il CD originale per lanciare il programma, dopodiché il gioco è fatto, si toglie il Cd e si consulta direttamente dal proprio disco fisso. Era ora!
* un plauso anche alla Guida ai dizionari in Cd-rom, opera dell'esimia collega Isa Zani 
** tengo a precisare che il dizionario me lo sono comprato da sola e non becco percentuali...
la Voland ha indetto un piccolo concorso (facilissimo, basta inviare una fotografia o una frase, o entrambe) in cui mette in palio, per ogni vincitore delle due categorie, sei dei suoi libri!
partecipi?
GIORNATE DELLA TRADUZIONE LETTERARIA
QUINTA EDIZIONE
28 - 30 settembre 2007
Palazzo Battiferri - Università degli Studi di Urbino 'Carlo Bo' - Centro Europeo per l'Editoria
A cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani
Dal 28 al 30 settembre prossimi, presso l'Università degli Studi di Urbino 'Carlo Bo', si svolgerà la quinta edizione delle Giornate della Traduzione Letteraria. Professionisti dell'editoria, scrittori, studiosi e naturalmente traduttori si alterneranno in seminari e dibattiti per analizzare problematiche e orizzonti di un mestiere grazie al quale la letteratura
valica i confini linguistici di appartenenza e diventa patrimonio comune e condiviso. Ospite d'onore del convegno sarà Peeter Torop, illustre studioso di teoria della traduzione.
Lo scopo delle Giornate è duplice: fare dell'appuntamento annuale di Urbino un'occasione di incontro e approfondimento per i professionisti della traduzione, ma anche di confronto per i sempre più numerosi giovani interessati a una professione di per sé "solitaria", e che in Italia ancora stenta a essere riconosciuta e adeguatamente valorizzata.
Lo scorso anno le Giornate hanno contato oltre duecentocinquanta partecipanti.
Fra i temi centrali di questa edizione, il traduttore come consulente editoriale e il dizionario d'italiano come strumento lessicografico essenziale. Anche queste Giornate, inoltre, avranno tra i loro punti di forza seminari con i più illustri traduttori ed editori. Hanno già confermato la loro presenza editor delle case editrici Adelphi, BUR, Feltrinelli, Giunti, Harlequin, Le Monnier, Mondadori, Zanichelli.
Per la prima volta, inoltre, verrà conferito il Premio per la Traduzione "Centro Europeo per l'Editoria - Ecstra". Il Premio viene assegnato dalla giuria, composta da Giovanni Bogliolo, Ilide Carmignani ed Ernesto Ferrero, a traduttori letterari per l'insieme della loro attività o a personaggi del mondo culturale che si sono contraddistinti per il loro
impegno a favore della traduzione.
L'Università di Urbino rilascerà un attestato di partecipazione (numero di crediti da definire).
Le iscrizioni (75 euro) resteranno aperte fino a esaurimento dei posti disponibili. I seminari sono a numero chiuso e l'ammissione sarà determinata dall'ordine di iscrizione al convegno (data della ricevuta di versamento).
Ai primi 100 iscritti verrà data in omaggio dalla casa editrice Arnoldo Mondadori una copia del DEVOTO-OLI, Vocabolario della lingua italiana 2008 con CD-Rom, edito da Le Monnier. Arnoldo Mondadori Editore effettuerà
inoltre a tutti gli iscritti presso una libreria di Urbino il 30% di sconto sui suoi dizionari di lingua, sulla collana MondadoriDOC, nonché sul Devoto Oli e sul Devotino, editi da Le Monnier.
Segreteria organizzativa a cura di Gianni Severino e Alessio Torino. Per informazioni e iscrizioni: www.centroeditoria.it e info@centroeditoria.it
oppure: Stefania Rocco tel. 0722.305651, fax. 0722 305652, Roberta Fabbri tel. 335.6842880. Centro Europeo per l'Editoria, Palazzo Veterani, Via Veterani 36 - 61029 Urbino
Ufficio stampa: 328.7638937
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